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X Factor, come sono gestite le votazioni

X Factor

X Issue è uno dei programmi di punta di Sky. Forse il più importante. Comunque sia, è l’unico tra i expertise che consente un contributo in prima persona da parte dei telespettatori in tempo reale: la votazione in diretta.

Questo coinvolgimento è sicuramente uno dei fattori alla base del successo del programma, ma anche uno degli aspetti più critici.

Va quindi gestito in modo adeguato per evitare anche il mimino problema. Basterebbe infatti un piccolo imprevisto in una votazione per invalidare un’intera puntata, obbligando quindi a ripeterla in toto.

Questo però nelle 12 edizioni della trasmissione sinora andate in onda non è mai successo. Il merito è di un group di una ventina di persone che durante ogni puntata stay lavora dietro le quinte e che fa capo al Software program Middle Sky. Ed è lì che ci siamo recati per sapere cosa succede durante ogni votazione di X-Issue, quali infrastrutture hardware e applicazioni software program sono usate e come.

Responsabile della struttura preposta a gestire la macchina It alle spalle di X Issue è Giovanni Limongelli, che abbiamo intervistato.

Come avvengono le votazioni?

Le possibilità di voto comprendono social, smartwatch, app e decoder. Non c’è più Fb a causa di stringenti aspetti contrattuali che ci hanno indotto a escludere questo canale. Siamo però sempre alla ricerca di nuove modalità di interazione per creare coinvolgimento. Tuttavia, il decoder è di gran lunga lo strumento più usato per votare, seguono a grande distanza lo smartphone e poi le altre vie.

X Factor votazioneL’andamento di una votazione di X Issue 11. Come si vede il decoder non ha rivali in termini di voti forniti

 

Sul versante cellular, c’è una leggera prevalenza dei dispositivi Apple

Come si svolge la meccanica del televoto?

Anzitutto è fondamentale la tempistica: tutto accade da quando Alessandro Cattelan apre il televoto a quando lo chiude. Non appena viene dichiarato aperto il televoto, tramite una console di gestione software program (un’interfaccia net sviluppata in Javascript) abilitiamo tutti i sistemi di voto. Siccome tutto deve funzionare al meglio, uno specifico supporto tecnico, una ventina di persone che lavorano fra teatro e sede Sky, tiene sotto controllo la dashboard del televoto. In realtà, molto del lavoro viene svolto prima che la trasmissione cominci. Infatti, story supporto tecnico prepara gli ambienti circa due ore prima dell’inizio della puntata reside di X Issue ed esegue una serie di check di voto per verificare che i canali siano effettivamente aperti. Inoltre, durante tutta la trasmissione monitora quello che accade. Tutti sono pronti a gestire qualsiasi tipo di problematica dovesse presentarsi. Non ci possiamo permettere che una macchina vada giù o che ci sia un problema di voto si correrebbe il rischio di dover fare rivotare le persone o addirittura rifare una puntata.

Ovviamente, quando viene dichiarato chiuso il televoto, sono chiusi istantaneamente tutti i canali di votazione. Dopodiché il notaio vede l’esito finale della votazione, lo convalida e prepara la busta che viene portata al conduttore.

Quale infrastruttura tecnica usate per gestite la votazione ed elaborare i dati?

Non disponiamo di hardware nostro, ma ci affidiamo al cloud. Questo ci permette di avere scalabilità e affidabilità. Abbiamo sempre a disposizione un numero di macchine adeguato alle nostre necessità: se il carico aumenta, aumentano le macchine attive, se il carico diminuisce il numero di macchine si comporta di conseguenza. Inoltre, grazie al cloud possiamo evitare di acquistare macchine nostre, che dovremmo collocare nei knowledge middle (uno a Milano, uno a Roma e uno in  UK per alcuni servizi), che useremmo a pieno regime solo per un limitato periodo dell’anno e che dopo breve tempo sarebbero superate come prestazioni da nuovi prodotti. Il cloud ci consente poi di avere macchine su posizioni geograficamente separate.

Ogni edizione di X Issue facciamo eight puntate stay: di media ogni puntata accendiamo una novantina di server e usiamo 18 database. È una misura cautelare che ci permette di muoverci con una certa tranquillità. Tuttavia, abilitiamo meccanismi che ci permettono di avere l’attivazione automatica di ulteriori macchine in tempi rapidissimi nel caso vengano superate soglie critiche. L’obiettivo è lavorare sempre all’interno di un vary di sicurezza. Da non sottovalutare poi un aspetto importante: la necessità di nuove macchine non è sempre dovuta al carico ma può anche dipendere dal cloud stesso o da problemi hardware.

Software Center Sky X FactorLa zone del Software program Middle di Sky in cui sono gestite le votazioni di X factoF

Qual è il vostro service supplier cloud?

Nel cloud ci sono tutti i sistemi che abilitano il voto e l’applicazione per l’elaborazione dei dati, che abbiamo realizzato noi per questo servizio. In cloud utilizziamo servizi nativi di AWS, come CloudWatch per monitorare i carichi e su cui sono basate le metriche e le soglie per definire l’autoscaling delle macchine. Tramite poi software open supply come Elastic Search e Kibana trasformiamo in forma grafica il contenuto dei log degli applicativi. Per la connessione usiamo linee ridondate e dedicate di Fastweb.
Da sempre operiamo con AWS, però siccome stiamo provando nuovi sevizi per alcune attività ci appoggiamo a Google.

Massima attenzione a ogni singolo aspetto…

La si deve avere quando si devono gestire picchi di 2.500 accessi al secondo. Lo scorso anno abbiamo avuto 33,2 milioni di voti in tutto, ovvero il 20 per cento in più rispetto all’edizione del 2016. Quest’anno solo nell’ultima punta reside, la sesta, abbiamo avuto 5 milioni e 200 mila voti, ovvero il 46 per cento in più rispetto allo scorso anno. Dobbiamo essere pronti a ogni evenienza.

Per questo abbiamo creato i cruscotti advert hoc per tenere sotto controllo l’andamento del voto e quindi sapere come organizzarci per la manche successiva. Mentre il pubblico ascolta le canzoni noi eseguiamo una serie di operazioni di verifica per capire se ci sono stati problemi e se la potenza di calcolo è sufficiente.

Se qualche macchina dovesse andare in sofferenza la spegniamo e cerchiamo subito di capirne il motivo. Se è hardware, ovviamente non ce ne preoccupiamo, mentre se è software program interveniamo immediatamente per cercare di migliorare l’applicazione. I problemi tecnici solitamente si risolvono durante le pubblicità.

Da evidenziare che per ogni manche di voto viene stilata una classifica in base ai voti e quindi “indicato” il vincitore di X Issue. È però una fotografia in tempo reale e non una visione prospettica, quindi non ha alcun valore in termini di proiezione futura. Tuttavia, lo scorso anno questa classifica è stata premonitrice della vittoria finale di Licitra.

Il Software program Middle di Sky

Nato a wonderful 2016, il Software program Middle di Sky occupa un intero piano della sede di Santa Giulia ed è collocato in un ambiente colorato e dall’aspetto gioviale. Ricorda molto i locali di aziende come Google o Fb, dove si privilegia la produttività rispetto alla “costrizione” delle eight ore passate seduti al posto di lavoro.
Il Software program Middle si compone di alcune divisioni con compiti ben distinti. “La più articolata è quella Digital – ci ha detto Katjna Lo Giude, Head of Governance, Reputation & Relation Software Center Sky –, che al momento impiega più di 100 persone e si occupa di tutti i prodotti e servizi digitali, il web e le app. Si va quindi da SkyTG 24 all’app di X Factor, dallo sport all’app “Sky fai da te” fino all’advertising. Sono inclusi anche Now Tv, Sky Kids, Sky Q e i vari box”.
“La divisione più innovativa – ha precisato Katjna Lo Giude – è però quella dei big data, che è anche quella di più recente costituzione. Dalla raccomandazione alla personalizzazione, sviluppiamo tutti gli algoritmi che ci aiutano a capire meglio i clienti e a dare un servizio in linea con le esigenze”.
Nato come servizio di supporto alle attività Sky, il Software program Middle ha mire molto ambiziose. Anzitutto intende diventare un tassello fondamentale della struttura Sky. “Contiamo di espanderci e confidiamo che le competenze che ci sono a livello di gruppo confluiscano in un unico disegno a livello di Sky”, ha affermato Katjna Lo Giude. In secondo luogo vuole essere “il miglior luogo per gli sviluppatori, con l’obiettivo di guidare la community italiana dello sviluppo software, con un particolare riguardo al mondo agile. Vuole diventare un ecosistema che non si limiti al mero sviluppo ma che riunisca anche tutto quello che vi ruota attorno”. In questo senso, ha già sviluppato collaborazioni con università e centri di ricerca, come Iulm, Statale di Milano e Università di Pisa. Inoltre, è spesso presente in prima persona a eventi di profilo tecnico, workshop e seminari. Non solo. “Vogliamo farci conoscere e raccontare cosa facciamo anche alle persone che non hanno competenze specifiche come studenti e cittadini – ha concluso Katjna Lo Giude –. Per questo il Software Center organizza eventi aperti a tutti”.

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